testata
CERCA LA TUA TUA RICETTA NEL SITO SICILIANI A TAVOLA

Chi sono

Chiudo gli occhi e il mio pensiero vola lontano, nella mia mente i sensi si confondono: l’udito sembra avere il sopravvento; un rumoroso ma soave calpestio di piccoli piedi che scorrazzano su e giu per le scale. Siamo quattro fratelli, due maschi e due femmine e casa nostra è su più piani.

Calpestio di piccoli piedi che si unisce e confonde all’immancabile e stridulo programma radio che fa da sottofondo alle lunghe e faticose giornate di mia madre: sarta, moglie devota e cuoca sopraffina.

Il suo regno è stretto e lungo con pensili color miele che fanno da colonne, un’unica piccola finestra permette alla luce di illuminare i fornelli, palcoscenico di brillanti e gustose commedie. Una grande porta in legno color bianco con vetri alveolati anch’essi color dell’oro fa da uscio alla sua fortezza, io incantata osservo, al di là degli alveoli, la sua figura filiforme ai fornelli affaccendata.

D’un tratto vengo avvolta e inebriata da quegli odori che sono insieme dovere, amore, dedizione e tradizione.

È una famiglia umile la mia, sono odori e sapori semplici, piatti contadini, minestre e minestroni, alcuni prodotti utilizzati erano coltivati direttamente da mio padre.... era lui stesso che a volte, tornato a casa dal lavoro, dismessi gli abiti da pubblico impiegato, sedendosi al tavolo da pranzo si dedicava alla cernita e alla pulizia degli ortaggi di stagione: zarche, piselli, fave... ed io... io saltellandogli intorno cercavo di attirare la sua attenzione affinché mi concedesse di gustare un po’ di quelle delizie appena colte....Dalla cucina giunge mia madre... la sua figura, dapprima, si scorge appena: “Giovà vidi si è bonu”; dice a mio padre. Tenendo il mestolo ricolmo della delizia giornaliera nella mano destra, e ponendo la mano sinistra sotto al fondo del “cuppino”, per evitare di imbrattare il pavimento...

“Bonu è” diceva mio padre porgendomi il mestolo affinché potessi anch’io assaggiare...

Sento ancora il sapore... mi scotto la lingua... strizzo gli occhi e poi sorrido: “mamma è buona!!!”

Allora la nostalgia mi assale e l’unico modo per ritornare a quel tempo e continuare a far sopravvivere i sapori, le tradizioni, mi metto al lavoro ai fornelli... voglio preparare un pranzo speciale per la mia famiglia... apro lo sportello della mia cucina color miele e la pentola in acciaio riposta di fronte a me, nella sua brillantezza, mi restituisce l’immagine di me non più bambina, ma mamma, donna moderna e cuoca sopraffina.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna